Gli alberghi di Bibione e Caorle e la crisi

Fiditurismo: Gli alberghi resistono alla crisi ma ora aiuto dalle banche
Il comparto tiene meglio che nel resto d’Italia, ma non si investe più. Rizzante: “Il nostro un settore che rende, gli istituti di credito ci assistano”

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Il mondo del turismo sulla costa veneziana sta dimostrando una straordinaria capacità di risposta alla crisi ed è un comparto sano che sta tenendo meglio di quanto stanno facendo altre zone d’Italia. Ma ha bisogno di ricevere un adeguato sostegno dal mondo bancario per adeguare e riqualificare le proprie strutture così da rimanere competitivo sui mercati internazionali. E’ il nuovo, accorato appello che si è levato in occasione del convegno promosso mercoledì da Fiditurismo nella sede dell’Associazione Bibionese Albergatori.

Il convegno è stato l’occasione per presentare i risultati di un’indagine commissionata dalla Camera di Commercio di Venezia e da Fiditurismo alla società di consulenza Scouting Spa e condotta sui bilanci di un campione di alberghi di Bibione e Caorle. L’iniziativa rientra in una più ampia indagine per offrire una fotografia dello stato delle imprese alberghiere del litorale veneziano.

Dall’analisi, condotta sugli alberghi a tre e quattro stelle, emerge la generale tendenza a ridurre la stagione di apertura, pari a 162 giorni a Caorle e 130 a Bibione. Se il numero medio delle presenze appare in lenta riduzione per i 3 stelle, risulta in ripresa per i 4 stelle. Rispetto a Jesolo (località in cui la ricerca è stata presentata la scorsa primavera), a Bibione e Caorle risulta più marcata la differenza per le presenze medie tra i 4 stelle (circa 13.400) e i 3 stelle (8.100). A fronte della riduzione dei giorni di apertura, tuttavia, gli alberghi analizzati sono stati in grado di aumentare il tasso di occupazione dei posti letto, mantenendo sostanzialmente stabile il livello delle presenze medie. Da notare che il tasso di occupazione medio dei 4 stelle di Bibione e Caorle (77%) è superiore a quello di Jesolo (71%). Fino al 2011 gli albergatori di Bibione e Caorle hanno dimostrato una grande propensione all’investimento sulle loro aziende: per i 4 stelle si parla di circa 3,8 milioni di euro contro i 2,6 in media della stessa categoria di Jesolo.

E’ bene precisare che i dati oggetto dell’analisi sono riferiti al 2011, gli unici per cui al momento sono disponibili i bilanci finali degli esercizi finanziari delle strutture. “Questi risultati sono indispensabili per poterci poi confrontare nei prossimi due anni con i dati che avremo al termine di questo difficile periodo di congiuntura economica e che ci aspettiamo saranno molto diversi da quelli presentati oggi”, commenta Alessandro Rizzante, presidente di Fiditurismo, “per questo la mappatura proseguirà negli anni. Queste indagini sono fondamentali perché gli imprenditori prendano coscienza delle loro reali capacità d’investimento, ma anche per presentarsi con le credenziali in regola nei confronti del mondo bancario e per arrivare al nostro obiettivo di ottenere dalle banche il riconoscimento di un rating specifico per il settore alberghiero. Il nostro è un settore che ancora rende e ha la capacità di restituire quanto datogli dalle banche. Ma proprio per questo deve essere assistito in modo importante dal sistema bancario, com’è avvenuto cinquant’anni fa per far decollare la costa veneziana. Oggi serve un nuovo inizio”.

Concetti ribaditi con forza da Marco Michielli, presidente di Federalberghi Veneto. “Quest’anno a Bibione non abbiamo visto una gru all’opera. A differenza del passato, gli albergatori non hanno più investito nella riqualificazione delle strutture. Questo perché non trovano tranquillità nel sistema bancario. Il turismo veneto è un mondo sostanzialmente sano, i nostri alberghi sono tutti a norma e talvolta anche superiori all’offerta del mercato straniero. Stiamo dimostrando una capacità di risposta spaventosa alle difficoltà, riuscendo a sostituire in due anni il 60% della nostra clientela, facendo fronte al calo della clientela italiana con quella straniera. Ma il Sistema Paese non ci supporta. Non è pensabile che ogni impresa sia valutata diversamente dalle singole banche”. All’incontro hanno partecipato anche Vania Prataviera, presidente dell’Associazione Bibionese Albergatori, e Giampiero Zamolin, dell’Associazione Albergatori di Caorle.

da veneziatoday.it