Bibione e Caorle : un tuffo nella natura col ponte ciclo-pedonale per Brussa e Valle Vecchia

Mentre i primi tiepidi raggi di sole pervadono questi ultimi mesi d’inverno, subito la mente divaga verso calde ed amene località, progettando con stile e desiderio le prossime vacanze estive.

Per cui, eccoci a pensare all’assolata e infinita spiaggia di Bibione, con il suo arenile di finissima sabbia a scorrere lieta tra le dita, come eterei granelli fluenti nella sinuosa clessidra del tempo.

Ma Bibione non è solo spiaggia immensa e mare splendido, ma una località balneare che prospetta una vacanza indimenticabile per tutta la famiglia, anche per quanto riguarda la natura e le escursioni in questi augusti habitat.

A questo proposito, non si può non parlare dell’incontaminata Valle Vecchia di Brussa, che, con le sue distese bucoliche al caldo tepore, ricorda paesaggi fiabeschi ed esotici.

Dal gennaio dello scorso anno, finalmente, è stato aperto il ponte ciclo-pedonale che permette a Bibione e Caorle di unirsi, rispettivamente, in località Prati Nuovi e Bacino Villa, proseguendo, quindi, per la già preannunciata Valle Vecchia.

In questo modo, è possibile percorrere a piedi od in bici un percorso naturale in pieno rispetto dell’ambiente, beandosi delle bellezze di questo luogo da favola e della sua fauna e flora, un tesoro da contemplare e da proteggere strettamente….

Bibione Caorle pista ciclabile Valle Vecchia Brussa

Arriva il ponte che unirà Bibione a Brussa di Caorle con piste ciclabili

Un ponte unirà Caorle e Bibione
Bibione. A breve sarà accantierato il collegamento ciclabile con la Brussa

Bibione Brussa Caorle ponte ciclabile
da caseare.it

Il ponte ciclopedonale che collegherà Bibione alla Brussa di Caorle sarà presto realtà. È un progetto epocale, cui ne seguono molti altri, per cui verranno investiti 2.200.000 euro. Il Comune di San Michele al Tagliamento punta sulla sicurezza stradale, ma nel contempo ad ampliare la rete di piste ciclabili.

Per la prossima estate, infatti, saranno realizzati oltre 15 chilometri di nuove piste ciclopedonali; alcuni cantieri sono già aperti, altri inizieranno nel breve e medio periodo. Tutto è reso possibile dall’applicazione della tassa di soggiorno, che avrà creato tante polemiche, ma le cui risorse non sono sottoposte al patto di stabilità.

In particolare è già a buon punto la realizzazione della pista ciclopedonale a carreggiate separate lungo via della Luna a Bibione che lambirà anche “il salotto” della rinomata località balneare, Piazzale Zenith.

Per soddisfare le esigenze dei residenti e dei turisti che amano pedalare a Bibione, tra pochi giorni sarà cantierato anche il nuovo tratto di pista ciclabile sull’argine lungo la laguna a Prati Nuovi che, grazie ad un ponte sul canale Taglio, collegherà San Michele con la Brussa di Caorle e viceversa; quest’opera permetterà ai ciclisti di evitare tutto il traffico stradale della strada regionale e nello stesso tempo raggiungere la Brussa e rientrare in poco più di 1 ora.

A conclusione dei lavori tutto il territorio comunale, dal Faro di Bibione a Villanova della Cartera, oltre 35 chilometri, diventerà percorribile e rappresenterà una dei tratti più suggestivi per gli amanti della natura e dello sport all’aria aperta. Un’altra nuova corsia ciclabile permetterà di collegare la zona residenziale di San Giorgio con l’esistente pista ciclopedonale di via Nazionale permettendo così agli utenti stradali di evitare la strada carrabile che in quel tratto comprende due doppie curve.

da nuovavenezia.it

Gli uccelli acquatici svernanti d’Italia amano le lagune di Caorle, Bibione e Venezia

Gli uccelli acquatici preferiscono le lagune del litorale
Sono oltre 425 mila i volatili censiti dalla Provincia Quadruplicate le presenze, in forte aumento i fenicotteri

di Marta Artico

fenicotteri_laguna_bibione_tagliamento_settembre_2013Le lagune di Caorle, Bibione e Venezia, si confermano in cima alla lista di gradimento degli uccelli acquatici svernanti di tutto lo Stivale, che hanno eletto le nostre 23 valli ad habitat preferito per diversi fattori, legati in special modo ai cambiamenti climatici e agli inverni meno rigidi. Sono, infatti, ben 425 mila e 509 gli uccelli acquatici che preferiscono la nostra laguna.

Il dato emerge dal ventiduesimo censimento effettuato dalla Provincia nel gennaio scorso e relativo agli uccelli acquatici svernanti. I dati sono così suddivisi: 39 mila e 77 uccelli censiti in laguna di Caorle (dato che si mantiene stabile) e 387 mila e 598 uccelli censiti in laguna di Venezia (dato che registra un leggero calo). Se diminuiscono di poche unità gli anatidi aumenta, di contro, la varietà di uccelli, tra cui alcune specie rare e protette da convenzioni internazionali, come l’aquila anatraia maggiore (ne sono stati notati tre esemplari). Ma anche il gufo di palude, il gabbiano reale pontico, il falco pescatore.

Altro dato che continua a stupire è il numero di fenicotteri che ancora una volta, sulla scorta dell’inverno caldo, hanno fatto tappa nelle nostre valli: a gennaio si è registrato un valore record di presenze, ben 6.504 esemplari. E la speranza è che presto figlino, per assistere al fenomeno dell’inanellamento dei piccoli che tanta meraviglia ha destato. I fenicotteri rosa, si possono avvistare nella laguna Nord, nella valle “sparesera”, tra Lio Piccolo, Lio Grande, Le Mesole, e in estate richiamano moltissimi turisti e locali, che compiono vere spedizioni per vederli.

Dal primo censimento, dunque, i volatili che frequentano quest’area sono quasi quadruplicati. «Sono soddisfatto di commentare, per il quinto anno consecutivo, i risultati dei censimenti», ha commentato il vicepresidente della Provincia, Mario Dalla Tor, «abbiamo saputo creare nel tempo uno strumento di analisi del territorio significativo, grazie anche alla collaborazione con diversi soggetti qualificati, che ogni mese di gennaio dal 1993 si ritrovano a percorrere in lungo e in largo le lagune veneziane. Il quadro che emerge è quello di un patrimonio naturalistico di grandissimo rilievo per tutto il bacino del Mar Mediterraneo, con presenze regolari che negli ultimi quattro anni hanno sempre superato il valore di 300 mila esemplari, sfiorando nel 2014, le 400 mila unità.

Anche la laguna di Caorle si conferma di notevole importanza a livello nazionale e internazionale, avendo ospitato un numero di uccelli acquatici di poco inferiore ai 40 mila esemplari. Consolidata, dunque, la tendenza al forte incremento delle popolazioni di uccelli acquatici, in particolare per molte specie di anatidi di interesse venatorio, a dimostrazione che una corretta gestione del territorio è compatibile con le attività legate alla caccia e alla pesca e viene favorita dal coinvolgimento dei fruitori del patrimonio naturalistico». Dalla Tor ha anche fornito qualche dato sull’attività venatoria. I cacciatori dal 2004 sono scesi dalle 7.000 alle 4.600 unità. Si calcola che tra cinque anni saranno 3000. Sono invece oltre 100.000 gli esemplari abbattuti.

da nuovavenezia.gelocal.it

Le foche monache dell’Alto Adriatico

Quante foche monache vivono nell’alto Adriatico?
Come si comportano?
Quali fattori hanno contribuito alla loro quasi estinzione e quali alla loro ripresa?
È possibile una convivenza con l’uomo?

di Macri Puricelli

Bibione foche monache adriaticoA Venezia, sabato 16 novembre, esperti e studiosi cercheranno di dare una risposta a queste domande in un incontro voluto da Museo di Storia Naturale, in collaborazione con il Comune e la LIPU sez. di Venezia, organizza L’appuntamento è per le 17.

Una giornata molto attesa questa. Perché giunge dopo un’estate in cui la foca monaca, più volte, è stata avvistata nella laguna di Venezia e in Adriatico davanti a Trieste, Caorle, Bibione, Chioggia. E perché è ormai certo che questo delizioso abitante dei mari è tornato ad abitare fra Italia e Croazia.

Considerato uno dei mammiferi più rari al mondo – se ne contano oggi circa 300 esemplari distribuiti tra le isole greche e quelle turche – la foca monaca  fino a qualche anno fa era considerata quasi estinta in Italia, nonostante la sua presenza, con avvistamenti sempre più frequenti nel Tirreno e nell’Adriatico, avesse dato segni di confortante ripopolamento.

Per questo motivo, hanno destato particolare scalpore le presunte apparizioni di un esemplare in laguna, presenze in seguito confermate da immagini amatoriali riprese nei pressi di Chioggia.

Le apparizioni allegre di questa  foca veneziana – ribattezzata Pryntyl – hanno convinto i volontari della LIPU di coordinare la raccolta dei dati, puntualmente esaminati dal presidente del Gruppo Foca Monaca Italia, Emanuele Coppola.

Sabato a Venezia sono attesi tre illustri ospiti: lo storico fiumano William Klinger, che ha condotto un’importante ricerca sulla presenza storica della foca monaca nell’Adriatico, il naturalista Antonio Borgo, che ripercorrerà l’avventura lagunare di Pryntyl, infine il documentarista Emanuele Coppola, uno dei maggiori esperti di foca monaca, che proietterà un filmato inedito sulla specie in Italia e Croazia.

da repubblica.it

Il mistero delle tartarughe morte nell’Alto Adriatico : colpa della base Nato di Aviano ?

Moria di tartarughe in Alto Adriatico: è mistero, spunta la pista NATO
Tra le ipotesi più accreditate sostanze inquinanti, onde sonore per la ricerca petrolifera  ed esercitazioni militari.

mappa traffico nucleare nato avianoSono ormai oltre una trentina le tartarughe trovate morte in Alto Adriatico negli ultimi quattro giorni. Le carcasse, ritrovate soprattutto nella zona di Grado (Go) ma anche a Lignano (Ud) e Bibione (Ve),qundi sulle coste più settentrionali del Mare Adriatico, lasciano supporre che gli animali siano morti nello stesso momento anche se in uno spazio di mare abbastanza ampio.

I poveri resti, trovati sia alla deriva, sia spiaggiati a piccoli gruppi, non presentano segni particolari di ferite o di presenza di parassiti.
Il fatto che siano tutte prive degli occhi lascia intuire che i gabbiani abbiano infierito sui tessuti molli degli animali già morti.

Quali le cause di questa moria senza precedenti? In attesa di scrupolose analisi di laboratorio, tre ipotesi sembrano più accreditate: la presenza di particolari inquinanti, originati da operazioni illegali di sversamento effettuati al largo dei vicini porti di Trieste, Capodistria o Venezia; oppure l’emissione di onde sonore a particolari frequenze per il sondaggio di fondali marini, alla ricerca di idrocarburi e gas; quindi, ed è la teoria che ha più seguito proprio nelle ultime ore, due esercitazioni Nato concomitanti che hanno proprio l’Adriatico come scenario operativo, la Steadfast Noon, esercitazione nucleare propriamente detta (terminata ieri) e la Cold Igloo, più top-secret della prima ma che interessa comunque aerei militari che trasportano materiali radioattivi.

La base Nato di Aviano è ‘dietro l’angolo’, è già accaduto in passato che gli aviogetti abbiano rilasciato, per manovre d’emergenza, il loro carico in mare; a volte, addirittura gli stessi Jet sono finiti tra i flutti. Pare che in questi giorni sia stato intenso il traffico aereo di materiali radioattivi. Ma queste sono solo supposizioni.

Chissà ma, probabilmente, nessuno mai saprà…

da dovatu.it

Bibione “smart city” ad Ecomondo 2013

In mostra i progetti per le smart cities
Bibione e Rimini esporrano ad Ecomondo i loro piani strategici per rendere maggiormente sostenibile lo sviluppo urbano e migliorare la qualità della vita

di Stefania Marra

bibione_ecologia_minibus_elettriciNell’ambito di Ecomondo, la fiera della sostenibilità che si terrà a Rimini dal 6 al 9 novembre, una grande importanza è data al filone della sostenibilità urbana, con una sezione dedicata alle smart cities.

Nell’area Città sostenibile, che ha anche un sito web dedicato, verrà realizzato il Laboratorio delle Innovazioni, un concentrato di applicazioni e di prodotti innovativi nei settori della costruzione sostenibile, della domotica , dell’efficienza energetica, dell’illuminazione, dei biomateriali e della mobilità.

Numerosi i progetto presentati, e tra questi il piano di sviluppo della località turistica di Bibione e quello della città di Rimini.

Il primo vede tra le iniziative prioritarie l’arrivo di servizi strategici quali il trasporto pubblico di persone con l’impiego di sistemi di trasporto ecologici e, nello specifico, minibus elettrici. Il progetto nasce dall’interesse degli operatori del comparto turistico della località di Bibione con l’obiettivo di dar corso ad iniziative commerciali che, attraverso progetti strategici di carattere strutturale, permettano una diversificazione dell’offerta legata alle attività ricettive; scopo finale è quello di portare ad un prolungamento della stagionalità, attraverso un’opportuna campagna di comunicazione mediatica.

Dalle indagini effettuate in ambito territoriale è emerso che i turisti hanno una maggiore propensione verso le località turistiche attente agli aspetti ecoambientali che, attraverso l’applicazione di sistemi di mobilità sostenibile, portino ad un miglioramento della qualità della vita.

Il progetto pilota prevede, per la stagione estiva 2014, l’effettuazione del servizio urbano con l’uso di due minibus elettrici, nonché la creazione di parcheggi di scambio dotati di apposite colonnine per la ricarica di auto elettriche e la disponibilità delle stesse per muoversi nell’ambito della località di Bibione (comune di S. Michele al Tagliamento).

Il padiglione della città di Rimini presenterà quattro temi sui quali si sta lavorando nel campo della sostenibilità per un nuovo benessere e per una nuova qualità dell’ambiente e della vita dei suoi cittadini residenti e temporanei. In primo luogo, il progetto di riqualificazione sostenibile della Rimini sotterranea, con l’adeguamento dell’impianto fognario e le azioni per la salvaguardia della qualità delle acque per la balneazione.

Sul tema della salvaguardia e valorizzazione della risorsa idrica e del patrimonio geomorfologico del territorio, Rimini sta dando inoltre avvio ad un percorso di “Contratto di fiume” che coinvolge tutti i 12 comuni della Valmarecchia in un progetto condiviso di sviluppo equilibrato.

Il terzo filone riguarda la realizzazione di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana nel lungomare, attraverso il progetto “Parco del Mare”. Altro tema riguarda un programma di attività per la promozione della mobilità attiva e la diffusione di una nuova cultura di disintossicazione dalle auto, con progetti che spaziano da un nuovo sistema di connessioni mediante percorsi ciclabili al rafforzamento del trasporto pubblico locale.

da tekneco.it

Il Giardino della Venezia Orientale di Bibione

Aperto in Carsiana il Giardino mediterraneo
Inaugurata a Sgonico l’area di 200 metri quadrati con le piante caratteristiche delle zone marittime

di Giulia Basso

marcopolo.de
marcopolo.de

Ai molteplici ambienti già presenti all’interno del Giardino botanico Carsiana, dalla landa alla boscaglia carsica, dai ghiaioni al bosco di dolina, dalle rupi costiere agli stagni carsici si aggiunge ora anche il nuovo Giardino mediterraneo.

Inaugurato ieri dalla presidente della Provincia, Maria Teresa Bassa Poropat e dal vicepresidente Igor Dolenc, il nuovo giardino, che occupa circa 200 metri quadri sui 5000 totali di Carsiana, riunisce al suo interno 27 diverse specie vegetali, quasi tutte tipiche delle zone di macchia mediterranea presenti in Istria e in alcune zone costiere della provincia di Trieste, come il sentiero Rilke o il sentiero della Salvia.

La sua realizzazione, materialmente portata avanti, su progetto della Provincia, dalla cooperativa Rogos, che gestisce il giardino dal 2011, è stata resa possibile dal Progetto Interreg Sigma 2, nell’ambito del Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia–Slovenia 2007–2013: quello di Carsiana è uno dei quattro giardini mediterranei previsti dal progetto per le quattro aree coinvolte, ovvero Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e la vicina Slovenia.

Gli altri tre sono il Giardino delle erbe di Casola Valsenio (Ravenna), il Giardino della Venezia Orientale di Bibione e il Giardino mediterraneo di Isola, ancora in via di realizzazione. Situato nel versante settentrionale di Carsiana, il più adatto per la sua esposizione a sud e per il microclima più caldo, il nuovo Giardino mediterraneo, che sarà visitabile a ingresso libero, ha richiesto circa tre mesi di lavoro.

Alcune specie tipiche dell’area mediterranea erano già presenti all’interno di Carsiana, nel settore dedicato alle rupi costiere: il mirto, la salvia, il laurentino, il corbezzolo, la fillirea, l’alloro. Altre sono state piantate ex novo e richiederanno ancora un po’ di tempo per crescere appieno: la marruca, tipica pianta dell’Istria, il melograno, l’oleastro, il fico d’India, presente nelle isole Brioni, l’erica arborea, il finocchio marino, il pino d’Aleppo, il cipresso, diverse varietà di ginepro, il carrubo, l’elicrisio, pianta nota per le sue proprietà antinfiammatorie ed antiallergiche, e l’agnocasto, detto anche, ironicamente, Pepe dei monaci, perché nel Medioevo ne mangiavano i frutti per sopprimere le loro pulsioni sessuali.

La scelta di collocare in Carsiana il nuovo Giardino Mediterraneo non è stata casuale: «Si è voluto valorizzare questo sito – spiega Maria Teresa Bassa Poropat -, già noto e prezioso per l’educazione ambientale dei più giovani».

da ilpiccolo.gelocal.it

Bibione, Caorle, Jesolo, Cavallino ed il ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato

Zanonato: sinergia tra pubblico e privato
Turismo, il ministro incontra le categorie del litorale: «Gli operatori mettano la qualità, noi forniremo le infrastrutture»

di Giovanni Cagnassi

bibione_jesolo_flavio_zanonatoL’italian style per rilanciare l’economia italiana. Il ministro per lo sviluppo economico, Flavio Zanonato, in vista a Jesolo e sul litorale tra Caorle e Cavallino Treporti, per parlare con le categorie del turismo, ha anticipato il prossimo Road Show in tutta Italia per avviare l’internazionalizzazione delle aziende nei rapporti con l’estero, quindi una Road map, vero e proprio giro del mondo per promuovere il prodotto italiano in tutti i Paesi del mondo. Prodotto che può essere turistico, industriale, tessile, piuttosto che agricolo.

Il punto di partenza è che non tutte le economie sono in crisi. Molte, secondo il ministro, sono in netta ripresa e saranno potenziali turisti o acquirenti. Paesi dell’America Latina, della Russia e dell’Est, dell’Oriente. L’Italia piace ancora ed è da qui, da questo innato appeal, che deve partire, o meglio ripartire, la nostra economia.

Le categoria vogliono risposte e l’ex sindaco di Padova enuncia una serie di principi e concetti che dovranno essere i fondamentali per la ripresa. Traccia un percorso piuttosto definito. «Il turismo rappresenta il 10 per cento del Pil del nostro Paese», precisa il ministro, «stiamo parlando di 120 miliardi di euro di fatturato. Siamo al secondo posto, e non al terzo, solo dopo la Francia, ma noi abbiamo segni di ripresa, loro sono stabili da tempo. I privati devono garantire un prodotto di qualità, noi forniremo la base infrastrutturale».

I sindaci della costa veneziana non accettano che in poche ore si arrivi nelle maggiori località della costa veneziana in aereo e poi ci vogliano tre ore per arrivare in auto o autobus lungo strade intasate e regolarmente congestionate in piena estate. Ecco il Zanonato pensiero concentrato in poche parole: prodotto di qualità del privato e infrastrutture dal pubblico. Poi ammette le lacune, come le strade, i collegamenti, la burocrazia. Su questo si potrà lavorare.

Dopo il benvenuto del sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, e del vice sindaco, Roberto Rugolotto, è il sindaco di Bibione, Pasqualino Codognotto, coordinatore dei sindaci della costa veneziana, a prendere la parola e a ricordare i disagi del traffico e delle strade, quindi i 24 milioni di presenze della costa veneziana che sono una risorsa da non perdere e accrescere.

Il primo cittadino di Cavallino Treporti, Claudio Orazio, ha posto l’accento sulla questione dibattuta delle troppe competenze del Demanio e la soverchiante burocrazia. Ci sono anche gli agricoltori che invocano maggiore attenzione, visto che l’agricoltura in queste zone nacque prima del turismo.

Dalla platea si levano le proteste per la Bolkenstein e l’apertura alla concorrenza che Veneto Chioschi, con Sante Vianello, ritiene esiziale per le piccole imprese, aprendo il mercato a possibili infiltrazioni mafiose. Il ministro è stato molto disponibile e chiaro, ricordando che altri sono i ministeri competenti, ma prendendosi l’impegno di affrontare uno ad uno questi argomenti di stringente attualità. «Mi piacerebbe avere un indice di questi temi», ha chiesto, «per poterli affrontare seriamente in una sintesi efficace per un piano di lavoro».

da nuovavenezia.gelocal.it

“Il cattivo ambientalismo – Cronaca di una giornata ecologica” il libro di Federcaccia Venezia

Federcaccia Venezia presenta un libro-denuncia dal titolo “Il cattivo ambientalismo – Cronaca di una giornata ecologica”.

fotocommunity.de
fotocommunity.de

Federcaccia Venezia ha promosso un progetto editoriale dal titolo “Il cattivo ambientalismo – Cronaca di una giornata ecologica”, distribuito dall’Editoriale Programma. L’idea del “libro bianco” con una intensa testimonianza fotografica, è venuta a Luciano Babbo (Presidenza Federcaccia VE), che ne ha curato anche i testi ed il coordinamento editoriale insieme a Giovannella Caruba e Giusi Vianello della Delegazione veneta della Fondazione Sorella Natura, a seguito della raccolta di rifiuti lungo il litorale e nell’entroterra di Venezia nel corso dell’annuale Giornata Ecologica.

Domenica 7 aprile quattrocento volontari, organizzati da Federcaccia Provinciale Venezia hanno realizzato la pulizia dai rifiuti abbandonati sul greto di fiumi , canali e arenili, dalla Laguna di Bibione fino a Valli di Chioggia, passando per la canaletta di Lova di Campagna Lupia, la Cassa di Colmata ‘A’ di Marghera, la Laguna e i canali di Cavallino Treporti, proseguendo per la Laguna dei Salsi, i fiumi Sile e Piave, le foci del Livenza a Caorle Casoni e lato Valle Vecchia; nel Portogruarese sulle rive dei fiumi Lemene, Reghena e Loncon. A Teglio Veneto, sul confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, i volontari hanno raccolto anche i rifiuti portati in territorio veneziano dai cittadini di altre regioni.

Sono stati raccolti circa 5.000 sacchi di plastica: 21 quintali solo a Chioggia, con dieci trattori e una cinquantina di barche, grazie al lavoro di oltre 50 associazioni sportive e di volontariato. Tra i protagonisti anche Ekoclub provinciale, Legambiente del V.O. nonché i volontari della Protezione Civile. I rifiuti raccolti sono stimati nella misura del 20% di quanto ancora si trova disperso nell’ambiente.

Considerando come sul territorio siano peggiorate le condizioni ambientali e si rendano necessarie almeno tre ulteriori giornate di lavoro da parte dei 400 volontari per completare l’opera, la Fondazione Sorella Natura ha accolto molto favorevolmente la condivisione di un lavoro che rimanesse a memoria di quanto rilevato, ma anche, in prospettiva, il prodromo di un’attività di educazione ambientale sul territorio. Anche l’Assessore provinciale all’Urbanistica e alla caccia, Mario Dalla Tor, ha patrocinato l’iniziativa, considerando che il rispetto per l’ambiente sia di molto scaduto sia a Nord che a Sud della provincia; con punte di massimo declino in Cassa di Colmata ‘A’ a Mira, nella Laguna Sud e ai Salsi.

da cacciapassione.com

Caorle incendio nella pineta della Brussa a Vallevecchia video

Incendio a Caorle, in fiamme nella notte la pineta della Brussa
Rogo segnalato alle 23.30, avrebbe interessato un’area di due ettari. Pompieri in azione fino alle 7 del mattino. Possibile causa un fulmine

Gabriele Vattolo

Caorle sembra essere finita nel mirino degli elementi. Dopo l’acqua, la grandine e il vento che hanno flagellato la località balneare negli scorsi giorni, sabato sera è stato il fuoco a “impadronirsi” della pineta della Brussa, in località Vallevecchia. Una delle zone più famose del Veneziano a livello naturalistico. Verso le 23.30 le prime segnalazioni al 115, ma ormai i buoi erano scappati dalla stalla. Le fiamme infatti si vedevano distintamente dalla spiaggia, dove in molti hanno assistito impotenti.

Da quel momento sono intervenute sul posto almeno sette squadre dei vigili del fuoco provenienti da Mestre, Portogruaro, San Donà e Latisana. Il problema, però, era raggiungere il punto in cui si stava sviluppando l’incendio. Una zona difficile, soprattutto a livello logistico, che di notte si rivela isolata e impervia. L’area interessata dal rogo sarebbe rimasta circoscritta a due ettari di pineta, ma il vento che nella notte ha iniziato a spirare in direzione del centro cittadino non ha certo aiutato i pompieri. E’ stata una battaglia durata diverse ore, finché, verso le 7 di mattina, le operazioni si sono concluse. La necessità era di aggredire le fiamme da vicino, attraverso le “campagnole” (jeep dei vigili del fuoco) o “rifornendo” le pompe direttamente dall’acqua del mare. Sul posto pure volontari della protezione civile.

Difficile stabilire nelle ore successive all’incendio la causa della scintilla fatale. Una delle ipotesi più accreditate da parte delle forze dell’ordine (della vicenda si stanno occupando i carabinieri della compagnia di Portogruaro e della stazione di Villanova di Fossalta) è la possibilità che un fulmine sia caduto a causa del maltempo proprio nella zona di Vallevecchia, innescando il rogo. Del resto un episodio simile qualche ora prima si è registrato a Bibione, in una duna alberata sulla costa che porta a Borgo del Sole. In quel caso, verso le 19, un fulmine si è “sfogato” sui pini. Solo la repentina segnalazione del problema e l’intervento immediato dei pompieri ha evitato che le fiamme si allargassero. Per Vallevecchia, però, anche a causa del suo isolamento, l’allarme è arrivato troppo tardi.

da veneziatoday.it