Da Bibione : Zaia contro l’imprudenza dei turisti

Zaia: tolleranza zero con i turisti imprudenti
Il governatore del Veneto promette: «Chi costringe i soccorritori a correre rischi perchè è impreparato in montagna, deve pagare il conto»

bibione_zaia_turisti_imprudentiChi inciamperà su un sentiero di montagna perché è salito con le scarpe da ginnastica leggere, verrà soccorso dal Suem, ma pagherà. Lo farà anche chi s’avventurerà su una ferrata e resterà bloccato perché impreparato? Pagherà, pure, chi scierà fuori pista. E via elencando. Scendendo a quota zero, in quel di Bibione, per parlare di soccorso sanitario, Luca Zaia, il governatore veneto lancia strali contro gli avventurieri di montagna che per imperizia restano incrodati o, più semplicemente, perché affaticati non riescono ad affrontare il sentiero di ritorno.

Fa sapere di aver dato mandato al responsabile della sanità veneta, Mantoan, di rendere ancora più severa la delibera del 2011 che prevede il pagamento dell’elicottero a carico dei soccorsi che esulano dal servizio sanitario.

«Non finirò mai di ringraziare tutti gli operatori del soccorso impegnati nei luoghi di vacanza della nostra regione – puntualizza Zaia – e ribadisco che al mare come in montagna deve valere un principio: chi per imprudenza, impreparazione e per mancato rispetto delle regole costringe i soccorritori che intervengono in loro aiuto a esporsi a rischi che si sarebbero potuti evitare, debbono pagare il conto».

Ancora il presidente della Regione: «Le vite dei nostri operatori e volontari non debbono essere messe a repentaglio dal comportamento sconsiderato di qualche incosciente che decide di fare cose che non dovrebbe fare. Anche gli irresponsabili vanno salvati, ma ho chiesto agli uffici regionali di prevedere che a costoro siano addebitati i costi che hanno causato».

Subito un dato. Nel mese di luglio ci sono stati meno interventi, da parte del Soccorso alpino, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Fabio Rufus Bristot, il delegato del soccorso alpino di Belluno, va quindi fiero dell’opera di informazione che evidentemente ha raggiunto una platea ancora maggiore di appassionati delle terre alte.

«Ringraziamo il governatore Zaia per il suo richiamo, i suoi appelli. Noi siamo a disposizione – fa sapere Bristot -, in particolare per approfondire i due anni di applicazione della delibera regionale in materiale che, come ammette il presidente, ha alcuni meccanismi da rivedere».

Uno di questi riguarda la difficoltà di riscuotere le quote che vengono addebitate quando l’intervento non è di carattere sanitario. C’è disquisizione nel merito, c’è opposizione nel pagamento, perché si ritiene che tutto sia dovuto.

Forse risulterebbe più semplice, ad avviso del responsabile del Cnsas, che venisse resa obbligatoria un’assicurazione per chi va in montagna come per chi va al mare. Esiste Dolomiti Emergency, ma molti non ne usufruiscono.

E, in quota, c’è anche chi fa il pretenzioso, come quel signore che, essendo stato soccorso, si è pesantemente lamentato – lo ricorda Bristot – perché tutti gli uomini non erano in divisa e non riusciva a capacitarsi perché alcuni fossero in borghese, arrivando direttamente dal posto di lavoro.

Bristot ringrazia Zaia anche per aver ricordato l’abnegazione dei soccorritori. «Tante volte non si sente neppure il dovere di un ringraziamento», constata, amaramente, l’uomo del soccorso alpino. Temi, questi, che verranno tutti ripresi l’anno prossimo, in considerazione del 60° anniversario del Cnsas, in modo da promuovere più prevenzione.

Tra l’altro a prossima settimana, giovedì, a Rio Gere si ricorderanno i quattro soccorritori morti 4 anni fa nella tragedia di Falco, caduto proprio durante una ricognizione di soccorso.

Tornando al governatore «la repressione comunque non guasta – taglia corto Zaia – ed è per questo che siamo intenzionati ad inasprire le somme del costo del soccorso».

da corrierealpi.gelocal.it