Bibione ed il turismo rurale

Nasce il primo progetto di turismo rurale
San Michele, Caorle, Concordia, Jesolo e Cavallino i Comuni capofila. 540 mila euro di contributi

da Gian Piero del Gallo

Bibione turismo ruraleAmbiente, arte, musei, beni culturali, itinerari religiosi, storia, tradizioni, gastronomia, agriturismo e prodotti tipici, ricettività: non manca nulla a quel prodotto globale di cui dispone la Venezia Orientale, da tutti riconosciuta quale set naturale ma che non poteva offrirsi al meglio ai potenziali visitatori per carenza degli strumenti promozionali che oggi invece ci sono grazie al Gal e al dottor Norido di Veneto Agricoltura.

È il turismo rurale: il primo progetto in Italia che viene realizzato e che rappresenta un altro fiore all’occhiello della terra dei Dogi i cui cinque comuni capifila del progetto, San Michele, Caorle, Concordia, Jesolo e Cavallino, potranno disporre di un contributo di 540.000 euro da destinare alla valorizzazione del territorio e delle sue peculiarità. Da San Michele l’enogastromia, da Caorle l’ambiente vallivo, il turismo fluviale da Jesolo, l’archeologia da Concordia e il cicloturismo da Cavallino.

Con loro tutti gli altri 11 comuni che proporranno le proprie specialità: da Cinto la via del pane, da Pramaggiore e Annone i superbi vini conosciuti in ogni angolo del mondo, da Bibione l’asparago bianco, da Gruaro le aree naturalistiche di Boldara. Eppoi la possibilità di percorrere le strade di quel paesaggio descritto dal Nievo tra Fossalta, Teglio Veneto, Portogruaro con visite a musei e resti di ville romane tra Ceggia e San Stino e a Concordia con gli scavi archeologici.

«Ci siamo messi tutti in rete», precisa il sindaco Pasqualino Codognotto coordinatore del progetto, «per dare un nuovo impulso all’offerta turistica che parte dalle spiagge ma che si sviluppa nel nostro entroterra ricco di ambiente storia cultura e tradizioni. Vogliamo che il territorio si racconti in ogni periodo dell’anno, in cui la bassa sarà invece l’altra stagione grazie all’ospitalità degli agriturismi, all’ambiente naturale e ai siti ricchi di antiche memorie storiche».

Spetterà quindi ai Comuni rendere più produttivo questo fondamentale comparto dell’economia turistica, destinandovi risorse e valide intelligenze per regolamentare e programmare la pletora di feste sacre e profane, localmente interessanti, ma che coinvolgono solo il turista della porta accanto. “«Una grande scommessa collettiva», conclude Codognotto, «insieme per la prima volta i 16 comuni che hanno investito risorse ed energie affinchè la “terra dei dogi” possa essere conosciuta in tutta la sua suggestiva bellezza».

da nuovavenezia.gelocal.it