Caorle 11 luglio 2013 : la tempesta e la grandine video

La tempesta su Caorle (VE) l’11 luglio 2013: si passeggia in mezzo alla GRANDINE

Una mesolinea temporalesca, originatasi in seno ad un’infiltrazione di aria fresca in quota sul Triveneto, originava su Caorle(VE), la sera dell’11 luglio 2013 una violentissima tempesta di grandine, accompagnata da raffiche di vento tali da sradicare moltissimi alberi e da una cascata di pioggia che, per molti minuti ha ridotto la visibilità a pochi metri.

La spiaggia alle 21 sembrava coperta da almeno 20 cm di neve, che invece era naturalmente grandine. Molti tombini sono saltati e diverse strutture del paese hanno registrato danni, talora anche ingenti.

I video che vi proponiamo parlano da soli e testimoniano tutta la violenza dei fenomeni. La tempesta si è accanita con particolare violenza proprio su Caorle, risparmiando ad esempio poco più a nord-est Bibione e Lignano Sabbiadoro. Secondo il sindaco di Caorle una tempesta così non si vedeva da almeno 50 anni.

da meteolive.leonardo.it

Le spiagge del Veneto

Alla scoperta delle spiagge del Veneto

di Valentina Cavaliere

bibione_offerte_turisticheAlla scoperta delle spiagge del Veneto, tra acque limpide e sport estremo. La nostra Italia offre tantissimi angoli di mare: spiagge stupende da nord a sud che si affollano ogni anno di turisti provenienti da ogni parte del mondo.

Dopo aver raccontato alcuni angoli del sud, narrando le bellezze della Puglia, oggi ci spostiamo nel profondo nord e più precisamente in Veneto, sede anch’essa di spiagge stupende nelle quale rilassarsi e fare tantissimo sport. Nel 2013 le coste venete sono state premiate con ben sei Bandiere Blu (Bibione, Caorle, Eraclea Mare, Jesolo, Cavallino e Lido di Venezia) che ci confermano quanto questa regione abbia tantissimo da offrire anche per la stagione estiva.

Eraclea Mare, Caorle, Cavallino-Treporti, Jesolo, Lido di Venezia, Sottomarina, Rosolina Mare, Bibione: queste sono le località che offrono ai vacanzieri splendide spiagge attrezzate di ogni servizio e mare limpido. Celebri sono anche gli sport acquatici che ogni anno attraggono tantissimi appassionati. Tra le attività più note ci sono il beach volley, il tennis, il karting, il minigolf e golf, tiro con l’arco, le escursioni in bicicletta o a cavallo. E ancora, la vela il windsurf e le immersioni subacquee.

Per il popolo della notte, invece, il Veneto offre tantissimi ristoranti, discoteche, pub e piano bar. Insomma, il meglio della movida per chi ama rilassarsi in buona compagnia a suon di ottima musica.

Ma non dimentichiamo anche la cultura. Queste spiagge, infatti, si trovano a pochi chilometri dalle principali città d’arte della regione; Venezia e Verona, sono quelle più blasonate ma il Veneto offre molto altro ancora.

Insomma, anche in quest’angolo d’Italia si potrà godere del relax e del divertimento agognato lungo tutto un anno di duro lavoro. E assieme all’intrattenimento e allo splendido scenario naturale di spiagge e montagne, si potrà gustare anche le delizie locali e tesori d’arte che aspettano di essere ammirati in tutto il loro splendore.

da miserveunavacanza.it

Parco acquatico a Gorizia ?

Gorizia: il quartiere fieristico costa troppo, spazio a un parco acquatico
Previste anche palestre, strutture sportive e per il wellness. Sgarlata (Cciaa): già chiesto il cambiamento di destinazione

di Piero Tallandini

Bibione_Terme_Spa«Cessione ai privati e trasformazione dell’area fieristica di via della Barca in un parco acquatico coperto per il divertimento di tutta la famiglia con annesse strutture e campi sportivi, palestre e attività per il wellness, dalla sauna ai massaggi. Il progetto è pronto da tempo è il momento ormai è arrivato. Le fiere sono il passato e abbiamo già presentato la richiesta formale per cambiare la destinazione d’uso dell’area».

Realtà improduttiva Parole inequivocabili quelle del presidente della Camera di commercio goriziana, Emilio Sgarlata. Questa volta si vuole andare fino in fondo: il quartiere fieristico, che appartiene all’ente camerale e per il quale sono stati investiti negli anni scorsi 4 milioni di euro in lavori di ristrutturazione e adeguamento, deve essere rilanciato «e non può continuare – puntualizza Sgarlata – a restare improduttivo come avviene ora, rappresentando un peso più che una risorsa».

Troppe spese L’area, con i suoi padiglioni, è pesantemente sottoutilizzata e la Camera di commercio deve farsi carico delle spese per manutenzione e sorveglianza, oltre al pagamento di Imu e Tares. Intanto gli eventi fieristici, in Italia come nel resto d’Europa, appaiono in netto declino. Si punta, dunque, ad ottenere il cambio di destinazione d’uso dal Comune per poter concretizzare i propositi di valorizzazione sui quali, nell’ambito dell’ente camerale, ci si sta confrontando da anni, tanto che è stato costituito un gruppo di lavoro per studiare le soluzioni alternative.

Sos al Comune «La richiesta formale per cambiare la destinazione è stata già presentata e ne ho parlato anche con il sindaco. Speriamo che il Comune possa venirci incontro – premette Sgarlata – perché, una volta ottenuto quel placet, che è fondamentale, potremo davvero avviare l’iter per arrivare alla realizzazione del progetto che abbiamo preparato e nel quale crediamo fortemente. Certo, non è esclusa la possibilità che si possa trovare una soluzione che coinvolga anche enti pubblici o che si valuti l’ipotesi di dare in affitto i padiglioni, ma la scelta più logica – si affretta a precisare il presidente dell’ente camerale – è quella di cercare investitori privati che possano farsi carico della trasformazione del quartiere fieristico seguendo le linee del nostro progetto e curando poi anche la gestione delle nuove strutture una volta completate. Naturalmente si passerebbe attraverso un bando e un percorso assimilabile al project financing».

Ecco il progetto La stesura del progetto, come detto, è stata già da tempo ultimata. Eccone i dettagli illustrati dallo stesso presidente dell’ente camerale. «Il padiglione “D” – spiega Sgarlata – ospiterebbe un campo per il calcetto 5 contro 5, campi da tennis e un campo utilizzabile sia per il basket che per il volley dotato di tribuna. Nel padiglione “B” ci sarebbe spazio per la palestra con macchinari e attrezzi vari per il fitness. Nel padiglione “C” verrebbe realizzato il nucleo principale dell’acqua park, ovvero un parco acquatico al coperto con piscine e strutture per lo svago e il divertimento includendo anche il padiglione “D” con un collegamento coperto in vetro e legno. Nello stesso complesso troverebbero posto un centro wellness con saune e area massaggi e un bar negli ex uffici dell’ente fiera».

Polo d’attrazione Sgarlata prosegue: «Abbiamo pensato anche all’aspetto energetico: l’acqua sarebbe scaldata grazie ai pannelli esterni e il surplus di energia sarebbe messo a disposizione della rete cittadina. E poi attorno ai padiglioni c’è già un ampio parcheggio. Pensiamo che un complesso del genere attirerebbe famiglie da tutta la provincia e dal Friuli, oltre che dalla Slovenia, diventando un polo d’attrazione importantissimo per Gorizia come dimostra il successo di strutture analoghe, ad esempio a Bibione. Crediamo che l’interesse da parte di imprenditori ci possa essere anche se – sottolinea il presidente della Cciaa – è chiaro che l’investimento sarebbe considerevole visto che per realizzare quanto previsto del progetto servirebbero lavori per diversi milioni. Ma, lo ribadisco, a nostro avviso si può fare».

da messaggeroveneto.gelocal.it

Esodo di ritorno estate 2013

L’esodo continua, ma  con poche code
Traffico intenso in autostrada, ma giornata più tranquilla di ieri quand’è stato chiuso il casello di Udine sud e rallentamenti si erano registrati anche nelle principali strade regionali

bibione_esodo_ritoeno_estate_2013L’esodo sulle autostrade è continuato anche oggi, ma finora senza eccessivi problemi, se si escludono quattro chilometri di coda al Lisert verso ora di pranzo e rallentamenti e code a tratti dal bivio di Palmanova a San Giorgio di Nogaro e all’altezza di Latisana.

Le condizioni meteorologiche, cielo coperto e a tratti pioggia, hanno favorito lo scaglionamento delle partenze, anche se non è da escludere in serata un aumento dell’intensità del traffico con le ovvie conseguenze sulla sua fluidità.

Ieri in compenso è stata una giornata nera. A un cert punto ha superato i 20 chilometri il lungo serpentone di auto incolonnato sulla A23 in direzione sud. Tutti in coda, soprattutto tedeschi e austriaci, a passo d’uomo per raggiungere le agognate mete delle vacanza. Tanto che anche ieri Autovie Venete ha preferito chiudere il casello di Udine sud per evitare che altre auto finissero imbottigliate nel traffico.

La lunga giornata di esodo e controesodo è cominciata prestissimo. Già a partire dalle 8 del mattino si sono formati i primi rallentamenti. Il punto più critico, ancora una volta allo snodo di Palmanova dove la A23 si congiunge all’A4.

Tra Udine nord e Palmanova a metà mattinata c’erano 17 chilometri di coda. Sulla A4 Autovie Venete ha registrato un chilometro di coda in entrata alla barriera di Trieste Lisert e tre chilometri di rallentamenti fra Villesse e Palmanova. Quattro chilometri invece da Palmanova a San Giorgio di Nogaro e forti rallentamenti nei tratti successivi in direzione Venezia, fino a San Donà di Piave.

Il momento più critico della giornata però si è verificato intorno all’ora di pranzo. Alle 13 l’incolonnamento sulla A23 in direzione sud ha raggiunto i 20 chilometri: per raggiungere Palmanova da Udine nord serviva più di un’ora. Ma anche in quasi tutte le principali strade regionali “alternative” all’autostrada si sono verificati rallentamenti e disagi per gli automobilisti.

Si sono formati nove chilometri di coda a tratti sulla A4 fra Villesse e San Giorgio di Nogaro in direzione Venezia. Forti rallentamenti e ulteriori congestioni anche nell’area del cantiere per la costruzione della terza corsia fra San Donà di Piave e Venezia Est, in particolare in prossimità del nuovo ponte sul fiume Piave.

La rete autostadale è rimasta sotto pressione per buona parte della giornata: alle 17.30 le code sulla A23 tra Udine Nord e Palmanova erano di 11 chilometri, quelle tra Villesse e San Giorgio di Nogaro di 15 chilometri in direzione Venezia, e altri 16 chilometri sul raccordo Trieste-Lisert sempre in direzione Venezia.

La concessionaria ha registrato grande traffico nei caselli dai quali si raggiungono le località balneari: 20 mila 308 entrate e 11 mila 487 uscite nella fascia oraria compresa fra mezzanotte e le 15 alla barriera di Trieste Lisert, e 11 mila 386 entrate e 11 mila 884 uscite al casello di Latisana con direzione Lignano e Bibione. Ancora, sono state 3 mila 336 le entrate e 3 mila 111 le uscite al casello di San Stino di Livenza in direzione Jesolo, 5 mila 232 entrate e 5 mila 060 uscite al casello di San Donà di Piave in direzione Caorle.

da messaggeroveneto.gelocal.it

Piano da 200 mila euro per le terme del Veneto

Sanita’ Veneto: terme, Regione vara piano da 200 mila euro

Bibione_Terme_SpaIl Veneto vara un piano per valorizzare e ‘internazionalizzare’ le sue terme, “il più grande bacino d’Europa e tra i più antichi e conosciuti al mondo per le sue proprietà benefiche, gli effetti curativi e l’ospitalità”. L’ok è arrivato dalla Giunta regionale, che ha approvato uno stanziamento di 200 mila euro, che si riaggancia all’attività iniziata nel 2012 con il Consorzio Terme Euganee, annuncia la Regione in una nota.

“Lo facciamo – spiega l’assessore al Turismo del Veneto, Marino Finozzi – perché il settore termale è, tra i nostri punti di forza turistici, quello che più di ogni altro risente dei cambiamenti della richiesta di ospitalità e che deve dunque recuperare un’efficiente immagine nei mercati esteri. Su immagine e riqualificazione, del resto, le Terme Euganee hanno investito con successo, ottenendo tra l’altro il ‘brevetto europeo’ che conferisce l’esclusività in tema di ‘efficacia antiinfiammatoria’ ai fanghi che si coltivano e si originano nell’area dei Colli Euganei. E’ una carta da giocare – sottolinea – perché ci consente di aver maggior credito e incisività nei confronti di mercati europei, soprattutto in vista della prossima libera circolazione del paziente sanitario”.

L’iniziativa della Giunta – ricorda la Regione – si riallaccia a una prima parte progettuale, approvata nel 2012, che ha previsto il sostegno a iniziative legate in parte alla qualificazione dell’offerta e altre di co-marketing con vettori ferroviari e aerei per avvicinare le aree termali ai bacini turistici del Nord Europa e delle repubbliche dell’ex Unione Sovietica. “E’ un’attività che ha dato ottimi risultati sia in termini di visibilità e awareness del brand Veneto – evidenzia Finozzi – sia in senso commerciale stretto, con la stipula di contratti e partnership con i maggiori tour operators, vettori, aziende dei rispettivi mercati. Ora finanziamo altre azioni di promozione, sia nei bacini turistici più vicini di lingua tedesca che in Nord America e Canada”.

Le Terme Euganee – ricorda la Regione Veneto – sono il caposaldo di un sistema regionale che si completa con la presenza anche delle Terme di Recoaro nel Vicentino, di Bardolino, Lazise e Caldiero nel Veronese, di Bibione e Salzano in provincia di Venezia, di Comelico Superiore e Calalzo di Cadore nelle Dolomiti Bellunesi. “Il nostro è un sistema unitario – precisa Finozzi – un tematismo di benessere, di salute e di turismo che vuole trovare nuove occasioni per farsi conoscere – afferma – per sottolineare la sua modernità pur in una tradizione che ha oltre 2 millenni di vita. Anche le terme del resto evolvono la loro offerta: da momenti prevalentemente curativi a occasione per migliorare la qualità della vita di tutte le persone, come era del resto in origine”.

da adnkronos

Bibione, Venezia, laghi : Swiss Post chiude i servizi

Swiss post rinuncia ai servizi per i turisti in Italia
Mutate le condizioni di mercato: nonostante gli annunci, non solo ha abbandonato i presidi dell’anno scorso, ma ha chiuso anche a Roma

bibione_swiss_postSwiss post (gruppo La posta svizzera) ha fatto marcia indietro. Nonostante i programmi che aveva messo sul tavolo in primavera, ha cambiato idea. Chiudendo persino il servizio in essere a Roma.

Il riferimento è al supporto alternativo con cui spedire cartoline (e solo quelle, per giunta escludendo le destinazioni italiane) da alcuni luoghi particolarmente apprezzati dai turisti. Quindi la capitale, e non solo.

Da giugno a settembre del 2012 -spiegano ora negli uffici dell’operatore, in parte contraddicendo quanto dagli stessi annunciato cinque mesi fa- la prestazione era stata offerta sui laghi di Como, di Garda e Maggiore, a Venezia, Bibione, Arezzo, Sorrento e Catania. Producendo etichette specifiche: come quelle note per la Città Eterna, offrono il testo “Swiss post – P.P. – CH-8010 Zürich-Mulligen Spi Mil” ed alcune immagini, quasi sempre fotografiche, riguardanti la specifica località nella quale erano destinate.

A marzo del 2013 -venne dichiarato a “Vaccari news”- si pensava di presidiare più o meno le stesse aree ed ulteriori, come Firenze, ma le cose sono andate diversamente. Il supporto è stato fornito unicamente a Roma, dove però alla fine di luglio ha subito una sospensione. “Si tratta -è la conferma- di una scelta definitiva. Il motivo: le condizioni di mercato sono mutate”. Anche perché, nel frattempo, sono subentrate nuove aziende che stanno effettuando la medesima attività, come Globe postal service e World post mail.

Quindi, per saggiare la prestazione dell’operatore ufficiale elvetico, occorrerà recarsi in Spagna, dove, al contrario, la presenza è stata confermata!

da vaccarinews.it

Bibione, Jesolo, Caorle : detective privati per seguire i figli nelle discoteche

Boom di detective privati per seguire i figli nelle discoteche
I genitori disposti a pagare fino a 1500 euro a weekend per verificare se i loro ragazzi hanno amicizie sospette, se spacciano o acquistano droga

di Giovanni Cagnassi

bibione_figli_detective_privatoInvestigatori privati sulle tracce della perdizione. La parabola del figliol prodigo in chiave moderna, la raccontano due investigatori privati che dal Trevigiano stanno battendo come segugi il litorale jesolano e Cavallino Treporti, ma anche Bibione e Caorle e fino ad arrivare a Lignano. Famiglie disperate che vogliono sapere chi frequentano i loro figli, se hanno imboccato il tunnel senza fine della droga, se spacciano, se si vendono per acquistarla.

Armando Sommese, 30 anni di esperienza alle spalle con la Federalpol Sas di Treviso, assieme all’ex ispettore della polizia Mario Borgia, ora uniti nelle investigazioni private sono sbarcati in questo Ferragosto caldo sulla spiaggia di Jesolo. Ingaggiati da alcune famiglie di Treviso ora si sono specializzati in quella che sembra essere la piaga infetta di una società senza più regole e riferimenti precisi.

Famiglie frantumate, genitori separati che non hanno tempo, e neppure voglia, di seguire i propri figli. E allora si affidano a dei professionisti. Si parla di tre mila euro circa per un paio di fine settimana, ma loro non si sbottonano sulla tariffa, in cui saranno seguiti da ragazzi quasi coetanei, collaboratori giovani che possono infiltrarsi nei locali della movida e prendere appunti o scattare foto con tecniche sofisticatissime.

«Purtroppo», spiegano Sommese e Borgia», sono queste le richieste che giungono in modo più pressante oggi dai clienti. Non più solo spionaggio industriale, o corna. Gli investigatori oggi seguono i giovani nel percorso che può condurli sull’orlo del baratro. E possibilmente cercano di fermarli prima». Li hanno seguiti in auto, poi nei locali notturni e nei bar della città senza mai mollarli un attimo, giorno e notte.

«I gestori dei locali sono stati molto disponibili», spiegano, «ci hanno segnalato i giri, le persone sospette. Abbiamo parlato anche con i Dj. Ci sono molti casi e nessuno è uguale all’altro. Si va dal giovane che inizia a consumare fumo, poi pastiglie e cocaina, poi quello che ormai è perduto e deve spacciare per poter a sua volta acquistare la dose per sè. Tante storie diverse. I genitori vogliono sapere chi sono i figli, non riescono più a seguirli per i motivi più disparati quali divorzi, problemi economici, nuove famiglie.

Allora entriamo in gioco noi», continuano i detective privati, «E allora capita di seguire anche la ragazzina con la borsa firmata che va a Jesolo o sul litorale al sabato sera e torna domenica mattina. Magari si vende per comprare la droga in qualche festino a luci rosse. Il problema è parlarne con i genitori, esibire loro le foto e assistere alla disperazione. Ma nella maggior parte dei casi è meglio sapere subito per poter intervenire prima che lo facciano le forze di polizia, sporcando per sempre la fedina penale e la coscienza».

da nuovavenezia.gelocal.it

Da Bibione : Zaia contro l’imprudenza dei turisti

Zaia: tolleranza zero con i turisti imprudenti
Il governatore del Veneto promette: «Chi costringe i soccorritori a correre rischi perchè è impreparato in montagna, deve pagare il conto»

bibione_zaia_turisti_imprudentiChi inciamperà su un sentiero di montagna perché è salito con le scarpe da ginnastica leggere, verrà soccorso dal Suem, ma pagherà. Lo farà anche chi s’avventurerà su una ferrata e resterà bloccato perché impreparato? Pagherà, pure, chi scierà fuori pista. E via elencando. Scendendo a quota zero, in quel di Bibione, per parlare di soccorso sanitario, Luca Zaia, il governatore veneto lancia strali contro gli avventurieri di montagna che per imperizia restano incrodati o, più semplicemente, perché affaticati non riescono ad affrontare il sentiero di ritorno.

Fa sapere di aver dato mandato al responsabile della sanità veneta, Mantoan, di rendere ancora più severa la delibera del 2011 che prevede il pagamento dell’elicottero a carico dei soccorsi che esulano dal servizio sanitario.

«Non finirò mai di ringraziare tutti gli operatori del soccorso impegnati nei luoghi di vacanza della nostra regione – puntualizza Zaia – e ribadisco che al mare come in montagna deve valere un principio: chi per imprudenza, impreparazione e per mancato rispetto delle regole costringe i soccorritori che intervengono in loro aiuto a esporsi a rischi che si sarebbero potuti evitare, debbono pagare il conto».

Ancora il presidente della Regione: «Le vite dei nostri operatori e volontari non debbono essere messe a repentaglio dal comportamento sconsiderato di qualche incosciente che decide di fare cose che non dovrebbe fare. Anche gli irresponsabili vanno salvati, ma ho chiesto agli uffici regionali di prevedere che a costoro siano addebitati i costi che hanno causato».

Subito un dato. Nel mese di luglio ci sono stati meno interventi, da parte del Soccorso alpino, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Fabio Rufus Bristot, il delegato del soccorso alpino di Belluno, va quindi fiero dell’opera di informazione che evidentemente ha raggiunto una platea ancora maggiore di appassionati delle terre alte.

«Ringraziamo il governatore Zaia per il suo richiamo, i suoi appelli. Noi siamo a disposizione – fa sapere Bristot -, in particolare per approfondire i due anni di applicazione della delibera regionale in materiale che, come ammette il presidente, ha alcuni meccanismi da rivedere».

Uno di questi riguarda la difficoltà di riscuotere le quote che vengono addebitate quando l’intervento non è di carattere sanitario. C’è disquisizione nel merito, c’è opposizione nel pagamento, perché si ritiene che tutto sia dovuto.

Forse risulterebbe più semplice, ad avviso del responsabile del Cnsas, che venisse resa obbligatoria un’assicurazione per chi va in montagna come per chi va al mare. Esiste Dolomiti Emergency, ma molti non ne usufruiscono.

E, in quota, c’è anche chi fa il pretenzioso, come quel signore che, essendo stato soccorso, si è pesantemente lamentato – lo ricorda Bristot – perché tutti gli uomini non erano in divisa e non riusciva a capacitarsi perché alcuni fossero in borghese, arrivando direttamente dal posto di lavoro.

Bristot ringrazia Zaia anche per aver ricordato l’abnegazione dei soccorritori. «Tante volte non si sente neppure il dovere di un ringraziamento», constata, amaramente, l’uomo del soccorso alpino. Temi, questi, che verranno tutti ripresi l’anno prossimo, in considerazione del 60° anniversario del Cnsas, in modo da promuovere più prevenzione.

Tra l’altro a prossima settimana, giovedì, a Rio Gere si ricorderanno i quattro soccorritori morti 4 anni fa nella tragedia di Falco, caduto proprio durante una ricognizione di soccorso.

Tornando al governatore «la repressione comunque non guasta – taglia corto Zaia – ed è per questo che siamo intenzionati ad inasprire le somme del costo del soccorso».

da corrierealpi.gelocal.it

App smartphone per servizi sanitari presentazione a Bibione

VENERDÌ 16 AGOSTO A BIBIONE (VE) ZAIA PRESENTA APP SMARPHONE DEDICATA AI TURISTI CHE HANNO BISOGNO DI INFORMAZIONI E SERVIZI SANITARI. Servizi sanitari a portata di telefonino per i turisti in Veneto.

bibione_app_servizi_sanitariVenerdì 16 agosto prossimo, alle ore 10,45, nella sede della Delegazione comunale di Bibione del Comune di San Michele al Tagliamento (VE), in via Maja 84, il presidente del Veneto Luca Zaia, con il sindaco Pasqualino Codognotto e il Direttore Generale dell’Ulss10 Carlo Bramezza, presenteranno alla stampa la prima applicazione per smartphone, in tre lingue, dedicata ai turisti dei litorali veneziani, che fornisce informazioni sulle strutture sanitarie e sui servizi erogati, permette di dirigersi negli ambulatori col proprio telefonino mediante la geolocalizzazione e molto altro. In questo contesto è stato anche realizzato un “mini” sito internet dedicato ai turisti.

All’incontro saranno presenti anche gli imprenditori del turismo balneare, rappresentanti delle forze dell’ordine, sindaci del Veneto orientale. Al termine della conferenza stampa e comunque entro le ore 12, è prevista una visita al litorale di Bibione con alcune jeep aperte per permettere agli operatori televisivi di effettuare riprese.

comunicato stampa

Continuano i matrimoni in spiaggia a Bibione

Nozze sulla spiaggia. Venezia come Miami
E’ il fenomeno dell’estate: boom di richieste. A Bibione cerimonie informali e divertenti: «Così il turismo decolla»

erosione_spiaggia_rocce_subacqueeNozze on the beach, è la moda dell’estate. Venezia come Miami: sposarsi sulla spiaggia fa tendenza. Tanto che da quest’anno anche Bibione (dopo Jesolo) celebra il rito civile fronte mare. E fioccano le richieste, anche dall’estero. Fiori d’arancio a piedi nudi sulla sabbia del litorale veneziano, poi il ricevimento nei tipici Casoni, tra fiori, conchiglie, candele e degustazioni di pesce: è la novità per rilanciare il turismo. L’iniziativa funziona, tanto che quest’anno è decollata, con richieste che arrivano soprattutto dall’estero. Anche perchè oltre al «sì» originale, c’è la possibilità della «Luna di miele» al mare, in compagnia degli amici.

A Bibione, tra mare e laguna, nelle terre amate e raccontate da Hemingway, il rito si celebra con la sposa che arriva dal mare e lo sposo che l’aspetta sulla spiaggia. Cuori, fiori, conchiglie e palloncini a fare da cornice romantica all’evento. Ospiti elegantissimi, ma a piedi scalzi e attorno tanti curiosi in costume da bagno, che assistono all’evento. Dopo la cerimonia, prima di spostarsi al ristorante, per gli sposi c’è il rito del lavaggio dei piedi, con tanto di brocca e tinozza per il risciacquo.

«Per la spiaggia le nozze on the beach diventano un vero e proprio evento, c’è la fila di persone ad assistere, sembra il set di un film, l’idea piace più dei concerti in spiaggia – racconta Elvio Sartori, ad di Bibione Mare, il consorzio che rappresenta il gruppo degli stabilimenti balneari – . Molti stranieri sono interessati a questa opportunità e ci chiedono come fare a sposarsi in spiaggia, soprattutto tedeschi».

Un’atmosfera da film quelle delle «nozze on the beach», nata dal progetto di Flavio Favero e Tiziano Stival, titolari del ristorante Ai Casoni, in collaborazione con Bibione Mare. «Offriamo un pacchetto all inclusive, soprattutto ai turisti stranieri che tanto amano la costa veneziana – dice Flavio Favero – . Molte le richieste». Un’occasione glamour per chi desidera un matrimonio alternativo, per chi ama il mare, ma anche per chi è alle seconde nozze e preferisce una cerimonia informale e divertente.

«Il matrimonio può diventare occasione di vacanza al mare, da condividere con gli amici, che possono tranquillamente fermarsi più giorni grazie alle innumerevoli strutture ricettive della zona». La cerimonia inizia al tramonto, in spiaggia l’allestimento è elegante, con tende svolazzanti di seta bianche. La cerimonia è emozionante: poi brindisi in spiaggia, sotto i gazebi e ricevimento Ai Casoni, cena a lume di candela, sospesi tra mare e cielo. Splendida la terrazza per gli aperitivi, con panorama mozzafiato sulla laguna.

da corrieredelveneto.gelocal.it